Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Limpianto verrà adeguato»

21/06/2011

autore: ALESSANDRO TEDDE

I MIASMI da Coldianu Presto nuovi capannoni e macchinari per il compostaggio dei rifiuti organici «Dalle analisi nessun rischio per la salute»
Parla il commissario del Consorzio industriale di Chilivani

OZIERI. Finora sulla questione miasmi avevano parlato tutti: sindaco, assessore provinciale, cittadini e consiglieri comunali. Ma dal Consorzio industriale di Chilivani, proprietario dell’impianto di compostaggio di Coldianu, silenzio assoluto. Ora parla il commissario Franco Figus, che rassicura sulla situazione rifiuti.
 «Abbiamo già affidato i lavori per l’adeguamento dell’impianto di separazione e compostaggio dei residui organici - dice - e tra pochi mesi saranno pronti nuovi capannoni e nuovi macchinari». Le consegna delle strutture è prevista entro la fine dell’anno e intanto il Comune, dopo la delibera regionale che riduce l’umido a 5 tonnellate giornaliere, ha emanato una ordinanza urgente che obbliga la società di gestione Secit a conferire tutto l’umido in eccesso fino all’impianto di Tempio.
 Provvedimento dettato dalla «necessità di garantire l’igiene pubblica e l’ambiente», in attesa di capire definitivamente il problema e scrivere la parola fine.
 Ma cosa c’è all’origine dei miasmi? «Non sono state accertate inefficienze dell’impianto», dribbla Figus, che però ammette «alcuni problemi ai filtri, già sostituiti, e al sistema di abbattimento degli odori».
 In ogni caso, qualcosa dev’essere saltato perché il bando attuale prevede la realizzazione di opere già previste nel progetto iniziale, che il commissario ha ereditato dal suo predecessore. «L’impianto era strutturato in moduli ed evidentemente sono mancati i soldi - prosegue -, perché solo la linea dell’umido ha avuto queste difficoltà. Ma la colpa non è della società, perché era previsto un periodo transitorio di messa a punto del sistema e invece ci siamo trovati a gestire i rifiuti di quasi tutta la provincia di Sassari, con una ordinanza reiterata senza sentire il nostro parere». Una sorta di domino con rimpallo continuo delle responsabilità, e cominciato con la chiusura di S’Alga per motivi sanitari. In mezzo la comunità di Ozieri, esasperata dai miasmi, e la Regione Sardegna, senza un Piano generale di gestione dei rifiuti.
 Poi c’è il capitolo controlli, una delle principali preoccupazioni per i residenti in città. «I controlli vengono eseguiti dalla Asl e dall’Arpas sia sul percolato, sia sulle acque di falda» conclude Franco Figus, che esclude rischi per la salute. Rassicura anche il sindaco, che ha avuto chiarimenti dalla Asl nel corso di una conferenza di servizi. Non è chiara, invece, la sorte dei consorzi industriali commissariati da due anni, che «non sempre rispondono agli interessi delle comunità». Lo aveva denunciato il sindaco Leonardo Ladu nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, ma dal 2008 il processo di riforma si è impantanato.
 E non sempre è facile far dialogare enti diversi che decidono sulle stesse materie nel medesimo territorio: «Non ci sono conflitti istituzionali - garantisce Figus - e il mio è sempre stato un lavoro improntato alla massima collaborazione con tutti».

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