Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Tutti contro il piano fluviale

21/06/2011

Da Terralba a Bosa, consigli comunali convocati domani a Cagliari

TERRALBA. Si scrive Piano di stralcio delle fasce fluviali, ma per alcuni territori, a partire da Terralba per andare avanti con Marrubiu, Arborea, ma anche la Planargia con Bosa, è una vera palla al piede dello sviluppo perché le disposizioni si traducono in una inedificabilità assoluta dei territori che vi sono compresi. Ecco perché, per chiederne la revoca, i consigli comunali di Terralba, Marrubiu, San Nicolò d’Arcidano, Uras a Bosa, tanto per citarne alcuni, sono stati convocati dai sindaci per domani alle 10 davanti al Consiglio regionale, in via Roma a Cagliari. Un solo punto all’ordine del giorno: “Comitato istituzionale dell’autorità di bacino della Regione autonoma della Sardegna. Delibera n. 1 del 31 marzo 2011 - progetto di piano di stralcio delle fasce fluviali. Proposta di revoca”. Evidentemente, non si sentono rassicurati dalle affermazioni dell’assessore regionale Oscar Cherchi sul fatto che il Comitato dell’autorità d’ambito, convocato per il 23, abbia come punto all’ordine del giorno la revoca della delibera, e come secondo punto l’approvazione della nuova delibera.
 Cosa prevede il piano e perchè sta mettendo così in subbuglio il mondo dell’edilizia e non solo, falcidiato da una crisi pesantissima e a rischio di blocco totale? Il piano è un’integrazione del Piano di assetto idrogeologico e dovrebbe, attraverso la programmazione di opere, vincoli e direttive, consitre la programmazione dell’utilizzo dei bacini fluviali e del suolo con tutto ciò che ne consegue: insediamenit abitativi, agricoli e industriali. Ma tradotto in altri termini, i vincoli imposti dal piano stralcio sembrano calare come un diktat totale - relativamente alle possibilità edificatorie - sulle aree, perchè, in caso di piogge consistente, sarebbe concreto il rischio di allagamento. La conseguenza, è l’inedificialità pressoché totale all’interno di una serie di Comuni, Terralba e Bosa ad esempio. E non un caso che alcuni giorni fa un comitato spontaneo di tecnici, imprenditori e semplici cittadini abbiano fatto sentire la loro presenza durante il consiglio comunale di Terralba per opporsi al provvedimento.
 Secondo il sindaco di Arcidano, Emanuele Cera, «il vincolo crea gravi danni per l’intero settore edile del circondario, nonché di tutte quelle attività che lo riguardano. Con il blocco dell’attvità edile, tutti i paesi sarebbero coinvolti nella crisi perchè aziende artigiane e manodopera sono strattamente correlate».

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