Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Sanna (Pd): la Regione sapeva dei piani della Finanza sui radar

19/06/2011

autore: ELIA SANNA

Una delibera di giunta per Capo Sperone nel novembre scorso

ORISTANO. In attesa che i sindaci antiradar vengano incontrati dal presidente Ugo Cappellacci, dall’aula di via Roma del consiglio regionale arriva la notizia che il governatore e la giunta erano perfettamente a conoscenza del progetto del Comando generale della guardia di finanza di installare quattro radar «antimigranti» lungo la costa occidentale, a Sant’Antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes e l’Argentiera. Secondo il consigliere regionale Gian Valerio Sanna (Pd) la località di Capo Sperone a Sant’Antioco era uno dei siti militari dismessi (accordo Stato Regione del 2008) in attesa di essere trasferiti nella disponibilità della Regione Sarda. E così proprio mentre era in atto l’iter di cessione dell’ex sito militare di Capo Sperone dal Demanio alla Regione, la giunta Cappellacci, in data 4 novembre 2010, con una delibera dell’ex assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis, cedeva in comodato d’uso alla guardia di finanza di Cagliari una porzione dell’area dell’immobile «ex semaforo» in località Capo Sperone. «Queste cose il presidente della Regione le sapeva benissimo e non può continuare a raccontare bugie ai sindaci e ai sardi - ha denunciato Gian Valerio Sanna -. Tutta la giunta è caduta dalla nuvole quando è venuto alla luce il contestatissimo progetto che prevede l’installazione di quattro impianti radar. Progetti calati dall’alto come sempre senza il coinvolgimento delle amministrazioni comunali interessate. Si voleva nascondere tutto, ma alla fine è venuta fuori la verità ed ora il presidente Cappellacci, dovrà renderne conto ai sardi». Intanto la battaglia dei sindaci e dei consigli comunali di Sant’Antioco, Sassari, Tresnuraghes e Fluminimaggiore va avanti, e i siti sono perennemente occupati da gruppi spontanei di cittadini che contestano l’installazione dei nuovi impianti radar. La scorsa settimana il Presidente doveva incontrare i sindaci, ma l’incontro è saltato. I primi cittadini dei territori interessati non si fermeranno e potrebbero manifestare la loro contrarietà ai progetti della guardia di finanza anche con una manifestazione a Roma.

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