Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Quirra, riaperti dal gip 500 metri di spiaggia Polemiche su Veronesi

19/06/2011

autore: VALERIA GIANOGLIO

IL POLIGONO DEI VELENI
L’oncologo sostiene che l’uranio impoverito è innocuo Sindaci e assessori: «Ma qui, in ogni caso, non ce n’è»

PERDASDEFOGU.
Tuonano ambientalisti, associazioni e parlamentari, ma gridano allo scandalo, anche se per motivi diametralmente diversi, anche gli amministratori locali dell’Ogliastra e del Sarrabus, stufi di essere additati come sindaci dei paesi dell’uranio, senza che nessuna analisi lo abbia accertato.
 Le dichiarazioni fatte a Cagliari dall’ex ministro alla Sanità, Umberto Veronesi, sull’uranio impoverito, sollecitate dal caso Quirra, non hanno comunque lasciato nessuno indifferente e hanno provocato decise prese di posizione anche nei confronti di chi ha attaccato l’oncologo.
 La polemica. Veronesi, interpellato sul caso Quirra, al termine di una lectio magistralis a Cagliari, venerdì mattina ha affermato che «l’uranio impoverito non fa niente. Sono radiazioni Alfa, con un range di un decimo di millimetro. Uno se lo può anche mettere in tasca, non è pericoloso». Apriti cielo: già da pochi minuti dopo non si contano le reazioni. «Umberto Veronesi è sicuramente un grande oncologo, ma questa volta ha affermato qualcosa di molto molto opaco. Quello che ha detto a Cagliari è una autentica balla dal punto di vista scientifico» dice Stefano Deliperi, del gruppo d’intervento giuridico. Il sindaco di Perdasdefogu, invece, se la prende con chi, come il deputato Idv, Federico Palomba, scagliandosi contro Veronesi, dà come fatto assodato la presenza di uranio impoverito nel poligono. «Non entro nel merito delle parole di Veronesi - dice Walter Mura - ma una cosa è certa: né il deputato Palomba, né alcun altro, possono permettersi di affermare una cosa che non è stata attestata e che per quanto mi riguarda non è vera. Se la cosa dovesse continuare, consulterò il nostro legale, e prenderò provvedimenti».
 L’assessore al Turismo del Comune di Villaputzu, Antonio Codonesu, dal canto suo, si dice soddisfatto delle dichiarazioni di Veronesi: «Ci ha dato un po’ di respiro - ammette - è la conferma che uranio, a Quirra, non ce n’è».
 Il gip riapre un lido. Ma intanto, tra reazioni e lettere dai toni per nulla gentili, anche la giornata di ieri, sulla vicenda del poligono di Quirra, si apre con una notizia che nessuno, ormai, si aspettava. Dopo tanti “no” a diverse richieste di proroga o deroga dal provvedimento di sequestro del poligono emesso lo scorso 16 maggio, il gip del tribunale di Lanusei, Paola Murru, stavolta pronuncia un sonoro “sì” e strappa un sorriso, dopo tante pene, agli amministratori locali di Villaputzu. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, in queste ore, dopo il parere favorevole del procuratore Domenico Fiordalisi, ha firmato un provvedimento che consente la riapertura di un tratto di spiaggia utilizzata dal Comune del Sarrabus. Sono circa 500 metri di lido di Pardu Gelea ai quali si accede attraverso un tratto di strada del Comune di Villaputzu. Qualche giorno fa, a presentare questa richiesta in tribunale a Lanusei, era stato l’assessore comunale al Turismo, Antonio Codonesu. Mappa della zona in mano, e un mucchio di spiegazioni in testa, l’esponente della giunta guidata dal sindaco Gianfranco Piu parla prima con il procuratore e poi, con la consulenza di un legale, insieme al sindaco invia una richiesta formale al gip. «Riapra almeno quel tratto di spiaggia - chiede, in sostanza - la strada di accesso, infatti, è del Comune». Il gip in queste ore ha dato l’assenso. «Il giudice - si legge nel nuovo decreto - dottoressa Paola Murru, vista la richiesta presentata dal sindaco di Villaputzu in data 8 giugno 2011, tendente a ottenere l’autorizzazione ad accedere al tratto di spiaggia compreso tra la foce del rio Flumini durci e la foce del rio Pisali, con accesso attraverso la strada comunale di Pardu Gelea, visto il parere favorevole del pm, autorizza l’accesso alla spiaggia, escluso l’utilizzo dell’area relativa al letto del rio Flumini durci e la foce del rio Pisali, attraverso la strada comunale di Pardu Gelea, anche nel tratto ricompreso all’interno del poligono, salve le determinazioni del Pisq circa la concedibilità dell’area e le eventuali limitazioni che, in relazione alle esigenze militari, si intendano imporre».
 I cinquecento metri di spiaggia riaperta ai bagnanti, su disposizione del gip, sono confinanti alla spiaggia di Murtas. Il lido dove sino all’anno scorso gli stessi militari del poligono potevano andare con le loro famiglie per la stagione balneare. A Murtas il Comune di Villaputzu aveva un chiosco che affidava in gestione a una cooperativa. Quest’anno, rimarrà tutto chiuso: stabilimenti dei militari, chiosco e dintorni. «La stagione balneare quest’anno sarà un disastro - commenta l’assessore - ma almeno abbiamo recuperato un piccolo pezzo di spiaggia».

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